516 milioni per la cassa integrazione a lavoratrici e lavoratori del Comparto Artigianato

516 milioni per la cassa integrazione a lavoratrici e lavoratori del Comparto Artigianato

Riportiamo di seguito il comunicato del Fondo di Solidarietà Bilaterale per l’Artigianato sul fondo per il pagamento della cassa integrazione ai lavoratori dell’artigianato:

 

Hanno lavorato senza sosta per 24 ore, al Fondo di Solidarietà Bilaterale dell’Artigianato, FSBA, pur di spendere l’intera somma ricevuta ieri mattina dal Ministero del Lavoro e dal Ministero dell’Economia. Si tratta di 516 milioni con cui pagare la cassa integrazione a lavoratrici e lavoratori del Comparto Artigianato. Spetta, infatti, a questo solo Fondo, costituito nell’ambito della bilateralità dalle Associazioni Artigiane e dai Sindacati confederali, gestire gli ammortizzatori sociali di questo fondamentale settore economico.

“All’inizio abbiamo messo in campo, anticipandole, tutte le somme accantonate negli anni (259 milioni, che prima o poi dovranno rientrare nelle disponibilità ordinarie del Fondo).
Abbiamo poi speso i primi 60 milioni avuti dal governo allo scoppio della pandemia, erogato altri 248 milioni di primo conferimento ministeriale, e abbiamo ora distribuito a lavoratori e imprese il mezzo miliardo di euro. Con questo si completa tutto quanto messo finora a disposizione del Fondo bilaterale con il “Decreto Rilancio”. Il direttore, Valter Recchia, assicura che sono stati così emessi, direttamente da FSBA a livello nazionale, pagamenti
per lavoratori e per imprese (che poi pagano esse stesse gli occupati). In alcune regioni(Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Friuli V.G., Lazio, Marche, Piemonte, Valle d’Aosta, Veneto, complessivamente destinatarie di quasi 140 milioni) stanno agendo in prima persona gli Enti bilaterali dell’Artigianato, con la medesima tempistica e tempestività.
“Ma – fa notare Mauro Sasso, vicepresidente di FSBA – siamo stati nelle condizioni di chiudere tutte le partite economiche di febbraio e marzo, pagare tutti i giorni di sospensione di aprile, erogare qualcosina anche per maggio. Per completare tutta l’operazione abbiamo la necessità di un ulteriore, corposo, finanziamento: 350 milioni ci servono per quanto è già inserito nei nostri archivi con calcoli fatti e procedure complete. Altri 150 milioni per le
tante aziende che solo oggi capiscono che è indispensabile rivolgersi qui, se si opera nel settore artigianato (Csc 04, codice autorizzativo 7B). A questo e non ad altri Enti previdenziali.” Mezzo miliardo di euro, quindi, da trovare, prima ancora che il Governo aggiunga altre settimane di possibile cassa integrazione alle 18 già previste (e, in larga
parte, già fruite dalle imprese). “C’è un margine di azione nello stesso “Decreto rilancio” dove sono appostate ingenti somme (2,7 miliardi) proprio per le gestioni che necessitassero di un ulteriore intervento. La Ministra Catalfo ha promesso alla presidenza del Fondo, che l’ha incontrata la settimana scorsa, di voler ragionare in tal senso o, comunque, di trovare qualche ulteriore somma all’interno del bilancio del Dicastero di Via Veneto.”

Dario Bruni, presidente del fondo Artigiani: “La Ministra ha promesso vicinanza e attenzione a tutto il settore produttivo dell’artigianato, che in questi mesi sta davvero soffrendo. In qualche caso l’artigianato ha avuto sospeso le attività (è il caso di parrucchieri, estetisti e tatuatori), in altri sta subendo le difficoltà di comparti economici connessi (come le pasticcerie, le gelaterie, l’autotrasporto, il cui andamento dipende in buona misura dal turismo), in altre tipologie di artigianato ha visto chiudersi i mercati internazionali ed entrare in crisi le ditte di più ampie dimensioni che forniva o a cui assicurava servizi (dalla metallurgia all’impiantistica, dal settore del mobile a tutto il made in Italy della moda, dalla comunicazione alla piccola logistica). Come si riprenderà, a costo di quanti sacrifici, con
quanto impegno degli imprenditori e degli stessi lavoratori, al momento non è dato sapere.

Cominciamo, almeno, a salvaguardare i diritti, a pagare le prestazioni di sostegno al reddito, mettiamo in salvo l’occupazione. FSBA ce la sta mettendo tutta, in termini di affidabilità, celerità, vicinanza alle imprese ed ai lavoratori.”

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