Iperammortamento 2026: pubblicato il decreto attuativo, ecco come accedere all’agevolazione

Iperammortamento 2026: pubblicato il decreto attuativo, ecco come accedere all’agevolazione

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha pubblicato il decreto attuativo (DM 4 maggio 2026) che definisce le modalità operative per accedere all’iperammortamento 2026 previsto dalla Legge n. 199/2025.

L’incentivo riguarda gli investimenti effettuati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028 in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, destinati a strutture produttive situate in Italia e interconnessi ai sistemi aziendali. Rientrano inoltre gli impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, inclusi i sistemi di accumulo.

Maggiorazioni fino al 180%

L’agevolazione consiste in una maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto degli investimenti, applicata per scaglioni:

  • 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 100% per la quota compresa tra 2,5 e 10 milioni di euro;
  • 50% per la quota compresa tra 10 e 20 milioni di euro.

Possono beneficiarne imprese individuali, società ed enti non commerciali con attività commerciale non prevalente.

Stop al vincolo UE per i beni agevolabili

Una delle principali novità introdotte dal D.L. n. 38/2026 è l’eliminazione dell’obbligo che i beni siano prodotti nell’Unione europea o nello Spazio economico europeo. L’iperammortamento può quindi essere applicato anche a beni di provenienza extra-UE. Rimane invece il requisito dell’origine europea per i moduli fotovoltaici, che devono rispettare specifici standard di efficienza.

Domande e comunicazioni tramite il GSE

L’accesso al beneficio avviene esclusivamente attraverso una piattaforma telematica gestita dal GSE. Le imprese devono trasmettere tre comunicazioni obbligatorie:

  1. prenotazione dell’agevolazione;
  2. conferma dell’investimento, con attestazione del raggiungimento del 20% del costo della fornitura;
  3. comunicazione di completamento dell’investimento.

Per i beni acquisiti in leasing, il requisito del 20% si considera soddisfatto con la stipula del contratto di locazione finanziaria e l’impegno all’acquisto assunto dalla società concedente.

Obblighi di monitoraggio

Il decreto introduce anche due comunicazioni annuali a fini di monitoraggio della spesa pubblica:

  • entro il 20 gennaio di ogni anno, una comunicazione con i dati sugli investimenti effettuati e sulle previsioni di utilizzo del beneficio;
  • entro il 30 giugno successivo, una comunicazione integrativa contenente il piano di ammortamento e le quote di incentivo utilizzate.

Perizia obbligatoria oltre 300mila euro

Per investimenti superiori a 300.000 euro è richiesta una perizia asseverata che attesti il possesso dei requisiti tecnici e l’interconnessione dei beni. Per importi inferiori è sufficiente una dichiarazione sostitutiva del legale rappresentante.

Quando si può iniziare a fruire del beneficio

La maggiorazione diventa utilizzabile ai fini delle imposte sui redditi dal periodo d’imposta in cui si verificano contemporaneamente due condizioni:

  • il bene è entrato in funzione;
  • il GSE ha validato la comunicazione di completamento dell’investimento interconnesso.

Esclusioni e requisiti

Restano escluse dall’agevolazione le imprese in liquidazione, fallimento o altre procedure concorsuali, nonché quelle destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi del D.Lgs. 231/2001. È inoltre necessario essere in regola con gli obblighi contributivi e con la normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

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